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Da (tanti) anni bazzico nell'ambiente web, appassionato di tecnologie, programmo (?) in PHP, Java ed altro ancora (sarà vero?). Questo blog è uno spazio per la mia mente, un modo di condivisione di tanti interessi. (che palle) Lavoro in una azienda ad alto contenuto web (ma dai?). Altre passioni come la psicologia (in relazione al computer), fantascienta (beam me up, Scotty), e gare motoristiche... NASCAR!

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Justice con DVNO, ottimo video stile anni 80

Oggi girovagando per i canali tv analogici superstiti ho scoperto un ottimo video anni 80 che passava su ReteAll(Music).

Si tratta della nuova canzone DVNO dei Justice.

Il video con la scusa di visualizzare alcune parole o frasi della canzone, ripropone vecchi loghi ed animazioni degli anni 80.

La tecnica con cui è stato realizzato il video è veramente ottima, soprattutto perché la “qualità” ricorda molto le imperfezioni che in quegl’anni era impossibile evitare. Colori “saturati”, grafiche animate che volevano ricreare la grafica computerizzata (ma che invece erano più spesso realizzate a mano), e soprattutto una “grana” del video scarsa che rende la visione leggermente sfocata.

Sono rimasto molto colpito dal risoltato del loro video veramente bello. Molti dei loghi che vengono “ricreati” danno quella sensazione di dejavu, sicuramente nella rete ci sarà qualche pazzo che cercherà di indovinarli tutti.

Ma chi sono i Justice? Sono un gruppo francese che ha la pagina su myspace.

Sono diventati famosi, al grande pubblico, grazie alla canzone D.A.N.C.E. (sul genere dance ed elettronico). Stanno per preparare una tourné e verranno anche in Italia a giugno. (se sei interessato informati prima sul loro sito, non è detto che le date cambino)

 

Kyle Bean, opera geniale, la fusione di due epoche

image Riporto un bel post che ho trovato su Futuro Prossimo, in cui ho scoperto una geniale opera (o esperimento) di design che riesce ad esprimere perfettamente il “disagio” tecnologico di questo momento.

Il designer inglese Kyle Bean ha “costruito” un portatile partendo da un libro. (sicuramente la foto è più semplice da capire rispetto alla mia spiegazione)

Vi consiglio la lettura dell’articolo di Futuro Prossimo, la tematica è più profonda di quello che potrebbe sembrare.

Io la condivido in pieno.

(note: foto presa da Yanko Design)

In Giappone un parcheggio tecnologico per biciclette

Incredibile il Giappone, un paese che ogni giorno riesce a sorprendere.

Anche se da loro questa cosa è ormai la norma, per me in Italia, si tratta di una cosa spettacolare.

In Giappone poi parcheggiare la tua bici in un parcheggio altamente tecnologico.

Si tratta di un sistema di “stoccaggio” di bici completamente robotizzato. Un braccio meccanico prenderà in carico la tua bici e la andrà a depositare (si spera intera) in una delle tante celle disponibili all’interno di un parcheggio sotterraneo.

Questo sistema ha due vantaggi, il primo è l’estrema sicurezza che difficilmente ti potranno rubare la bici, ed utilizzando un sistema così organizzato ed ordinato è possibile tenere molte più bici che in un parcheggio normale.

Il suo funzionamento è semplicissimo, e molto affascinante, per riprendersi la bici basterà utilizzare il classico biglietto (in stile parcheggio della macchina) inserirlo nella macchina e lei saprà come e dove recuperare la tua bici. Sempre il braccio meccani te la riporterà fuori dai box sotterranei.

Secondo l’articolo il parcheggio può contenere fino a 9400 bici. Per avere indietro la bici basta aspettare 23 secondi. (veramente poco, basta pensare quanto ci mettiamo noi a cercare le chiavi ed aprire il lucchetto)

Inoltre il prezzo è veramente basso, si parla di 100 yen che non valgono nemmeno 1 euro.

Nell’articolo originale in inglese da JapanProbe trovare anche le immagini del parcheggio robotizzato per auto. Funziona all’incirca con lo stesso meccanismo.

Rimane il fatto che per ora queste cose le possono fare solo in Giappone, qui da noi sarebbe molto difficile dato che se si rompe qualcosa nel meccanismo del robot a quel punto che succede? si rimane tutti a piedi?

 

Articolo originale da JapanProbe.

Problemi di sospensione con Windows XP, errore API

image Dopo aver aggiornato un computer portando la memoria da 1gb a 2gb, ho scoperto che la funzione di sospensione (o ibernazione) non funzionava più.

Alcune volte il computer non andava in ibernazione, o almeno, partiva la procedura ma si bloccava quasi subito segnalando questo messaggio con un baloon:

Risorse di sistema non sufficienti per completare l’API.

Ravanando un po’ per internet alla fine ho trovato una pagina del supporto Microsoft in cui viene proposta una soluzione.

Si tratta di un problema che affligge sistemi con Windows XP SP2, Tablet PC 2005 e Media Center 2005.

Il problema sembra essere dovuto alla gestione della memoria. Per entrare in ibernazione il gestore energia ha bisogno di una porzione di memoria libera e contigua per effettuare l’operazione. Quando non trova abbastanza spazio interrompe la sospensione e disattiva la gestione. Infatti, una volta apparso l’errore, non troverete più le funzioni di inbernazione. In questi casi, per farle riapparire, siete costretti a riavviare.

Per risolvere il problema dovete scaricare la hotfix fornita da MS, si tratta di pochi kappa, che una volta installati richiedono il riavvio della macchina.

Prima di lanciare la hotfix fate prima un bel backup del sistema, si tratta di una correzione che va a toccare parti vitali del sistema e per questo, in casi rari, potrebbe rovinarvi il sistema. (Windows XP è molto delicato)

Qui trovate la hotfix ed le istruzioni per il suo utilizzo, installatela solo se sieti sicuri di sapere quello che state facendo. (la responsabilità di quello che accade è tutto vostra, la M$ se ne lava le mani)

Festeggiamo Antonio Meucci, bicentenario dalla nascita 13 aprile 1808

image Essì sembrava ieri ed invece sono già passati 200 anni dalla nascita di uno dei più grandi inventori italiani.

Grande perché, pur senza avere a disposizione grandi mezzi è riuscito a sviluppare una di quelle tecnologie che hanno rivoluzionato il mondo e la vita degli esseri umani. Cosa faremmo ora senza poter comunicare a distanza tramite il telefono? Senza non esisterebbero nemmeno gli hacker. (vi ricordate i ragazzi del computer?)

Sfortunatamente la sua vita è stata piena di difficoltà, inoltre per problemi economici non ha potuto registrare il brevetto sull’invenzione del telefono.

E così per ringraziarlo, uno spilorcio di scozzese (che pare abbia conosciuto Meucci, oppure visto la sua invenzione quando Meucci cercava di venderla alle industrie del tempo) gli ha soffiato l’invenzione, lui si chiamava Bell. Per quasi 200 anni tutti il mondo (tranne l’Italia ovviamente) ha sempre parlato di Bell come l’inventore del telefono.

Ma grazie al lavoro certosino di Basilio Catania, finalmente l’America è stata costretta a riconoscere la paternità dell’invenzione a Meucci. (ed hanno rosicato)

Per chi conoscesse questa storia solo grazie ai libri di scuola, vi consiglio di vedere il servizio di Minoli nella “La Storia siamo Noi” in cui racconta la vita e le vicissitudini di questo grande inventore.

Questo è il link per la puntata dedicata a Meucci.

Inoltre vi consiglio di vedere le pagine su Wikipedia:

- quella in versione italiana

- e quella in versione inglese

Non notate una differente interpretazione della storia? (si vede che rosicano ancora)